gale-harold.it

ShowTime Con 2013


15-16-17 Febbraio 2013


di: Mytearsinheaven
Fonte: mytearsinheaven.livejournal.com
Tradotto da: Ale
Redatto da: Marcy

Ho partecipato anche io alla convention ed è stato fantastico. Lui era bello ed adorabile come sempre, molto divertente ed intelligente.

Non c’è molto da raccontare riguardo alla visita al museo di venerdì, ha chiacchierato con alcuni fans (gli hanno fatto domande riguardo al suo dito fasciato, al meteorite caduto in Russia, ecc), ed abbiamo fatto una visita guidata al museo e lui sembrava sinceramente interessato in tutto ciò che vedeva (es: quando la guida chiedeva come sembrassero le sculture lui partecipava rispondendo “piatta”, “tonda” ecc).

Ho cercato di prendere qualche appunto durante le attività di sabato e domenica. Per favore tenete presente che l’Inglese non è la mia lingua madre, quindi se eravate presenti e se notate qualche errore o se ricordate altro, fatemelo sapere, mi piacerebbe offrire un resoconto completo di tutto ciò che ha detto Gale.

Questo è il M&G n.1, posterò tutti gli altri appena possibile.

M&G 1

D: Ho sentito che ti piace la Juventus, lo sai che un giocatore dell’Athletic Bilbao si unirà presto alla Juve?
G: Si, lo so, so tutto.
D: Quindi è questa la tua squadra preferita?
G: Avete visto la partita del Celtic contro la Juventus?
(si tocca gli occhi come se si stesse asciugando le lacrime, per significare che la squadra del Celtic ha pianto).
Non avevano nessuna possibilità. Voglio dire, è della Juve che stiamo parlando.

D: Come ti sei fatto male al dito?
G: Giocando a calcio. Un portiere mi ha fatto male perchè non ha visto che ero dietro di lui. D: E’ rotto?
G: No, non è rotto, si è in qualche modo storto. E’ impossibile sistemarlo, ci vorranno circa 6 mesi (ovviamente stava scherzando)

D: Che personaggio ti piacerebbe interpretare?
G: Un personaggio che ho interpretato o uno che interpreterò?
D: Uno che interpreterai in futuro.
G: Rasputin. Un gatto…un gatto sotto un bicchiere. Ponzio Pilato. Babbo Natale.

D: Se Brian fosse reale, ti piacerebbe essere suo amico?
G: Si, mi amigo. Todos los dias. [Si, mio amico. Ogni giorno.]
(Silenzio. Poi)
Y todos las noches.[E per tutta la notte.]

[arrossisce e si succhia le labbra. Tutti hanno riso]

D: Come sei riuscito ad interpretare personaggi come quelli in Grey’s Anatomy, o CSI?
G: I personaggi ti devono piacere perchè tu possa interpretarli in maniera veritiera, giusto? Anche se non sei d’accordo con il tipo di persone che essi sono.

D: Perchè hai parlato di un gatto sotto un bicchiere prima? Che cosa significava?
G: Conoscete quella storia cinese di un gatto Siamese, con due teste ed una pistola? Ecco ciò che mi piacerebbe interpretare.

D: Guidi ancora la tua motocicletta? Lo chiedo perchè io ho una Honda 250, ho avuto un incidente di recente…
G: Ti sei fatto molto male?
D: No, non molto, solo alla gamba. Mi sto ancora riprendendo ma non vedo l’ora di tornare di nuovo in sella alla moto. E’ stato lo stesso per te?
G: Si.

D: Con quale attore non vorresti lavorare di nuovo?
G: Questa è una domanda pericolosa. Li adoro tutti, adoro ogni attore. Penso che non vorrei lavorare con chi non vuole lavorare con me. E’ logico. Un concetto semplice.

D: Eri mai stato in Spagna? Ti piace Bilbao?
G: E’ un posto fantastico, una delle città più belle che io abbia mai visitato. E’ simile a San Francisco, piuttosto piccola. Avete così tanto in città.

D: Non so se sei a conoscenza delle FanFictions, ma i tuoi fan amano scrivere riguardo ai personaggi di QAF ed anche riguardo agli attori...
G: Scrivono di me o del mio personaggio?
D: Entrambi. Inventano storie ed usano gli attori come se fossero personaggi di fantasia. Cosa ne pensi?
G: Penso che non puoi evitarlo, sai? E’ gossip, molto accattivante. Posso guardare uno spettacolo o un film ed associare il personaggio con l’attore che lo interpreta e semplicemente creare nuove idee, nuovi concetti. E’ creativo. E non devo neanche pagare, voglio dire, se scrivo qualcosa sul mio telefono o sul pc va bene, ma se dico la stessa cosa pubblicamente allora potete attaccarmi, capite cosa voglio dire? Quindi si, la mia opinione è che se avete una buona idea dovreste scriverla.

D: Ti piacciono i cartoni?
G: Si. Heckle & Jeckle. Cercatelo su google.

D: A quale cartone ti piacerebbe prestare la voce?
G: Yosemite Sam.
(Poi, facendo finta di correre)
E quello, “Andale, andale”
(tutti: Speedy Gonzales!)
G: Si. E ce n’è anche un altro fantastico, non ricordo il nome.
Un momento.
(Prende un foglio di carta, la penna e scrive)
Mi ricordo solo l’ultima battuta, era sempre la stessa alla fine di ogni episodio: “That ever sailed the Spanish Main”

[Ha mostrato a tutti i presenti la battuta]



Coffee break 1

D: Gale, sono la fan che ti ha mostrato una foto della tua moto a Bologna per l’autografo, non sei sembrato molto felice di vedere quella foto e l’hai indicata dicendo “mia, mia”. Vorrei sapere come mai sembravi turbato?
G: La gente è pazza, sai? Non voglio che si sappia com’è fatta la mia moto. So che non è colpa tua, qualcuno ha scattato una foto della mia moto e l’ha messa su internet. E’ molto pericoloso. Dimmi solo chi ha scattato la foto? Tu non mi hai mostrato una moto, mi hai mostrato la MIA moto, ovvio che non ne fossi contento. E’ come se io ti avessi fatto vedere una foto della tua vasca da bagno, il mio problema è che è strano, capisci cosa intendo? (Ha notato che la fan si sentiva in colpa, così ha allungato la mano verso di lei e ha detto)
Ok, Paz. Pace.

D: Hai mai suonato uno strumento?
G: Suonavo la chitarra, non posso farlo ora
(ride e mostra il dito bendato)
Ho suonato sul palco nell’Orpheus Descending, ero terrorizzato perchè non avevo mai suonato di fronte a così tante persone, ma è stata un’esperienza grandiosa.

D: Hai avuto nulla a che fare con Rage? Adoro i fumetti e mi piacerebbe sapere se hai partecipato alla creazione di Rage.
G: No.

D: Hai un hobby da nerd?
G: No. Forse svegliarmi ogni mattina per controllare “Football Weekly” su The Guardian? Cerca su google. Unisce due delle mie cose preferite: musica e calcio.

D: Qual è la tua più grande paura?
G: Fare un cattivo lavoro, lavorare con qualcuno che recita meglio di me e non essere alla sua altezza, che mi sia detto dai produttori che non sono abbastanza bravo, che non mi vogliono, che non sono la persona che cercavano.

D: E’ difficile per te essere sempre così in forma?
G: Non più difficile che per chiunque altro.

D: Nella prima stagione della serie sembravi più muscoloso, ti alleni ancora?
G: Il mio unico sport ora è bere
(Alza la lattina di coca)
Mi alleno ancora.
(Si alza ed inizia a fare flessioni sul tavolo)

D: Vengo dalla Svizzera. Ti piace la cioccolata Svizzera?
G: Si, amo la cioccolata. Ho mangiato un gelato al cioccolato con mia sorella prima, mi ha detto che avevo cioccolato sparso per tutta la faccia.

D: Che ne pensi della Battuta di Brian “It’s only time [E’ solo tempo]”?
G: Quella battuta era il tentativo di lasciare una porta aperta, ipoteticamente Brian ha solo 2 possibilità: andare su o giù (migliorare o peggiorare), avere più successo, diventare ancora più fanatico del controllo, niente alcol, niente droghe, solo più soldi oppure precipitare nell’autodistruzione, ma avverrebbe rapidamente, nell’arco di 2 anni.

D: Potrebbero Brian e Justin stare ancora insieme?
G: Se riescono a trovare una soluzione per la loro relazione.

D: Come vedi la personalità di Brian?
G: Uno stronzo terrorizzato e maniaco del controllo, capace di ottenere risultati al di sopra della media.

D: Che tipo di regista preferisci, quello che ti guida e ti dice che cosa fare o quello che ti lascia libero di fare ciò che vuoi?
G: Non posso sceglierne uno, ogni regista ha una personalità diversa, immagino che qualsiasi cosa serva mi va bene, se sanno di cosa stanno parlando è perfetto, in caso contrario è un incubo.

D: Tieni conto delle recensioni negative quando devi decidere quale film o spettacolo andare a vedere? Sono importanti per te?
G: Qualche volta i critici non capiscono niente! Mi interessa di più il modo in cui i lavori sono stati scritti, lo stile con cui sono stati scritti, che quello che dicono loro.

 

Coffee break 2

D: La mia domanda riguarda il loft: nella prima stagione c’erano luci blu sopra il letto, poi le luci sono diventate di un colore più caldo, tipo arancione. Era una cosa intenzionale?
G: Mi sembra interessante. Sono state cambiate perchè allo show lavoravano dei set designer molto creativi e pieni di talento che volevano cambiare le cose, in modo che non fossero statiche. Le luci del loft riflettevano la personalità di Brian ed il modo in cui la storia si stava sviluppando, quindi si, penso che la tua interpretazione sia corretta. Non lo sapevo, non ne avevano discusso con me.

D: Hanno usato qualche aiuto di tipo tecnologico?
G: A volte. Puoi usare la tecnologia per far sembrare le cose più reali di quello che in realtà non siano.

D: A Bologna, hai detto che ti piace Dr Jekyll e Mr Hyde, puoi dirci il motivo?
G: E’ lo stesso motivo per cui mi piace “The conformist” di Pasolini (intendeva Bertolucci) hai presente? No? e riguardo a “Holy motors”? E’ una storia che diventa via via più convincente, è molto toccante, è bellissima e fa paura.. dovreste vederla. Questo è tutto ciò che dirò.

D: Com’è stato lavorare con Gus? Sembrava avessi molta affinità con lui?
G: Quello era un robot.
(tutti ridono)
E’ un bambino bravissimo, mi piace lavorare con i bambini e con i cani, sono molto rilassati, per nulla differenti, semplicemente piacevoli. A volte urlava, ma era ok.

D: Nel M&G hai parlato di un gatto con la pistola? Era un cartone? Un film?
G: Era una cosa frutto della mia immaginazione. Mi piace inventarmi le cose.

D: Che cosa pensi dei ruoli che hai interpretato in The Unseen, Grey’s Anatomy? Erano abbastanza cattivi. Complimenti per la tua performance comunque.
G: Beh, è necessario che i personaggi che interpreti ti piacciano se vuoi che siano credibili e non vuoi annoiarti. Erano ok. Riguardo alle mie performance, ricordo di aver visto questo lavoro di (Peter Sellars o Sellers?), era interpretato in maniera così grandiosa che venivi attratto, non posso paragonare quella alle mie performance, voglio dire, è troppo superiore.

D: Usi qualche tecnica di recitazione? E’ cambiata nel corso degli anni??
G: Ho iniziato questa carriera piuttosto tardi, sto ancora cercando di trovare una tecnica, ma potrebbe essere complicato. Cerco semplicemente di esprimere i sentimenti del mio personaggio attraverso il mio corpo, di cercare di comprendere le cose.

D: Come è stato lavorare in Deadwood? Avevi mai cavalcato prima?
G: Si, ma avevamo degli addestratori di cavalli molto bravi e professionali che lavoravano sul set e si assicuravano che tutti gli attori sapessero cavalcare. E’ stato fantastico stare su quel set, lavorare con gli attori. Peccato che quella città non esista più ormai.

D: Hai guardato QAF UK dopo la tua esperienza con la versione Americana? Ad ogni modo io credo che QAF USA sia l’unica serie che abbia superato l’originale.
G: Ho guardato solo i primi 2 episodi, non volevo rimanere bloccato nella versione inglese. Non mi piace parlare di “superare”, di “meglio o peggio”, riguardava questi ragazzi di Manchester ma è stato compresso in pochi episodi, penso sia stata una serie particolarmente coraggiosa considerando gli strascichi della situazione politica.

D: Come è stato interpretare un personaggio germofobico come Morrison in Particles of truth?
G: Penso che ognuno di noi abbia una fobia diversa, per me era come stare in una stanza piena di persone.


M&G 2

D: Vorrei sapere se durante le scene di pianto in QAF usavi lacrime artificiali o piangevi davvero? E se piangevi davvero, a cosa pensavi?
G: Non ricordo.

D: Vorresti sentire la voce del doppiatore italiano di Brian, e dirci che cosa pensi della sua voce?
(si alza e gli mostra su YT una scena con Brian Lindsay in Italiano, la scena dell’ospedale dal pilot)
G: Lei è molto brava. Lui sembra più intelligente di Brian.

D: Hai guardato tutte le 5 stagioni della serie?
G: Ho guardato la prima. Anni più tardi ho guardato pezzetti qua e là.

D: E’ difficile per te uscire dai panni di un personaggio?
G: A volte è strano. Doverti staccare da quello che stai facendo, è un gioco mentale, devi starci attento.

D: Com’eri da adolescente? Un ribelle o un nerd?
G: Pensavo di essere un ribelle, ma forse ero un nerd dopotutto. Non lo so, semplicemente non m’importava.

D: C’è un genere musicale che preferisci?
G: No, mi piacciono tutti.

D: Cosa ascolti recentemente?
G: Black Mountain.

D: Preferisci lavorare a teatro o in un film?
G: Direi che preferisco lavorare ad un film, ma certe volte ti senti come se fossi attirato verso il teatro. In realtà non ho una preferenza.

D: Sei molto riservato, come riesci ad interpretare così tanti ruoli diversi?
G: Io non esisto quando recito, esiste solo il mio personaggio, il pubblico guarda un altra persona.

D: Ti piace essere nei panni di una persona diversa da come sei tu?
G: Si, se senti che quella persona non c’è, se il mondo ed il luogo sono abbastanza giusti, è tutto ciò che devi fare.

D: E’ stato duro per te il fatto di non sapere che cosa sarebbe accaduto durante la serie, quali cambiamenti ci sarebbero stati nella storia?
G: Se sei abbastanza impegnato, c’è davvero molto poco che tu possa fare per modificare le dinamiche. Se i cambiamenti sono buoni allora è appassionante, è un modo per sentirti parte dell’ingranaggio, qualsiasi cosa accada.

D: Ti è piaciuta la tua ultima scena come Charles in TSC?
G: Quella sulla nave? Si, ormai era ovvio che egli fosse diventatoqualche modo più debole verso la fine, il finale lascia le porte aperte per Charles.

D: Che cosa ti piacerebbe essere in grado di fare?
G: Voglio essere ambidestro, mancino.

D: Quali aspettative hai per il futuro?
G: Fare ciò che devo di fare.

D: Hai un profilo Facebook o Twitter?
G: Cos’è twitter? Una parte di facebook?

D: Usi internet?
G: Odio Internet, lo uso solo per fare ricerche, per introdurre nuove idee, devi fare i compiti se vuoi avere un pubblico. Non mi interessa starmene seduto davanti al PC, ma lo faccio per valide ragioni.

D: Pensi sia difficile realizzare un nuovo show che sia gay friendly, considerando la società in cui viviamo?
G: No, la realizzazione non è difficile, l’inizio lo è.

D: Quanto sei un attore “di metodo”?
G: In realtà non lo sono. Penso tu debba usare le tue esperienze quando reciti. Hai visto “Ultimo tango a Parigi”? E’ una storia celebre con Marlon Brando, lui si sentiva molto a disagio mentre girava, si è quasi tirato indietro, il risultato è stato davvero tragico. Potremmo parlare per ore sulle differenti tecniche, non necessariamente riguardo al mio lavoro.



Traduzione a cura dello staff. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione anche solo parziale di questa traduzione è vietata previa autorizzazione degli amministratori, e comunque senza i dovuti crediti a gale-harold.it